Può un'ASD affiliata FIDAL aprire un punto ristoro per i propri soci? Serve l'apertura delle partita
Prima di tutto è necessario verificare che lo statuto dell'ASD preveda la possibilità di somministrare alimenti e bevande.
L'ASD, oltre alla FIDAL, deve affiliarsi anche ad un Ente di Promozione Sportiva che ha ottenuto il riconoscimento del Ministero dell'Interno ai sensi dell'art. 3 comma 6 lettera e della L. 287/91: "Non si considerano commerciali anche se effettuati verso pagamento di corrispettivi specifici, la somministrazione di alimenti e bevande effettuate presso le sedi in cui viene svolta l'attività istituzionale, sempre che le predette attività siano diretta attuazione degli scopi istituzionali della ASD".
Tale previsione, che non obbliga l'ASD a prendere la partita IVA, è limitata alla somministrazione ai soli soci dell'associazione (o a tesserati della medesima organizzazione nazionale) nell'ambito dell'attività istituzionale e complementare alla stessa e non si può estendere all'attività di ristorazione.
Va da sé che, al di fuori dalle sopra indicate previsioni, il bar deve intendersi attività commerciale sia se gestito internamente sia se affidato a terzi e deve avere tutte le caratteristiche di un esercizio commerciale, ferma la possibilità per le ASD in regime di L. 398/91 di valersi dell'esonero da scontrini e ricevute fiscali.
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