Mondo: scrivi Velocity, leggi Jackson

27 Marzo 2023

Kingston con l'acuto dell'iridata dei 200 metri. A Brisbane volo verticale di Marschall e della McCartney. Corse su strada in Germania, Olanda, Spagna e Polonia, Exploit di Mária Pérez ai campionati spagnoli di marcia.
di Marco Buccellato

Il vento per larghi tratti contrario ha guastato il Velocity Fest di Kingston, in Giamaica. Per il canadese Brendon Rodney, terzo frazionista del Canada oro mondiale a Eugene nella staffetta 4x100, successo in 10.17, in una finale che ha visto la prematura uscita di scena (squalifica) del britannico Zharnel Hughes (10.27 in batteria). Le condizioni sono state più clementi per la finale donne, vinta dalla bahamense Strachan in 11.09. Miglior risultato del meeting, il 50.92 della miglior prestazione mondiale outdooe 2023 nei 400 della campionessa del mondo dei 200 Shericka Jackson, seguito nella scala dei valori tecnici, nella gara maschile, dal 45.85 del 18enne Roshawn Clarke, miglioratosi di sei decimi. 

PRIMAVERA USA.
Altri due canadesi iridati in staffetta in vista a Prairie View, primi frazionisti nella gara che ha visto l'esordio del due volte argento mondiale dei 200 metri Kenny Bednarek, ultimo frazionista di un quartetto Star Athletics per il miglior riscontro cronometrico d'inizio stagione, 38.35, con i canadesi nelle prime due frazioni, Aaron Brown e Jerome Blake, e in terza l'altro sprinter USA Kyree King. Dall'attività statunitense pochi ma buoni picchi: 400hs in 48.74 per David Kendziera nelle Raleigh Relays, 8,04 nel lungo del campione universitario Cameron Crump a Starkville, 12.82 nei 100hs di Alia Armstrong a Baton Rouge, 44.70 nei 400 del giamaicano Sean Bailey a Lubbock, dove le condizioni hanno favorito anche il miglior 100 metri europeo stagionale del francese Fall (10.06). 

DECOLLO AUSTRALE. Con tre mesi di attività quasi in archivio, e quella all'aperto ancora da dispiegare nel prossimo semestre, l'altra cover della settimana arriva dal ritorno a ottimi livelli dell'astista neozelandese Eliza McCartney, che nel Brisbane Track Classic di 48 ore fa ha superato i 4,71, quota che il bronzo olimpico di Rio 2016 non centrava da oltre tre anni. La misura fotografa anche un momento statistico storico, a suo modo inedito: in vetta alle graduatorie stagionali all'aperto, oggi e per la prima volta, ci sono due neozelandesi, entrambe con 4,71, la McCartney e la 23enne Olivia McTaggart, salita prima della connazionale a 4,71 due settimane prima. Miglior salto mondiale outdoor anche nella gara uomini, vinta dall'australiano Kurtis Marschall con 5,85, personale all'aperto, un mese dopo essere salito a 5,91 nell'ultimo meeting internazionale di asta indoor a Clermont-Ferrand, secondo dietro al Duplantis del record mondiale "overall" a 6,22.

Da Brisbane anche l'ultima gara da sprinter del semifinalista mondiale dei 100 metri e primatista neozelandese in 10.08 Edward Osei-Nketia, 23 anni da compiere e figlio di Gus Nketia, che fu recordman a sua volta nel 1994 in 10.11. Prima di lasciare l'atletica e volare nelle Hawaii per una nuova carriera sportiva nel football, ha vinto l'ultima volata in 10.13, superando con ampio margine l'australiano Rhoan Browning (10.29). Nel resto delle gare, 1:59.74 di Catriona Bisset negli 800, un doppio over-8 metri nel lungo di Darcy Roper (8,05) e Liam Adcock (8,03).
 
STRADA, PRIMATI A HANNOVER. Doppio record della corsa nella maratona tedesca, vinta al maschile dal primatista nazionale Amanal Petros in 2h07:02 (quindici secondi davanti al keniano Denis Chirchir) e dalla croata argento europeo a Monaco Matea Parlov Koštro in 2:25:45, quasi tre minuti di miglioramento rispetto al personale stabilito proprio ad Hannover un anno fa, quando chiuse terza. Anche la croata ha preceduto una keniana, l'esordiente sulla distanza Pauline Thitu, seconda in 2h29:25.

OLANDA, POLONIA E SPAGNA. Agenda con diverse mezze maratone di buon livello: nell'olandese Venlo tris kenyano maschile con Hillary Kipchirchir (59:20), Isaiah Kipkoech (59:27) e Josphat Kiprotich (59:41), tris etiope tra le donne con Betelihem Afenigus (1h08:27), Medhin Gebrselassie (1h08:38) e Rediet Daniel (1h08:46). A Varsavia meno veloce il keniano vincitore maschile Abraham Akopesha (1h00:55), più rapida l'etiope Aminet Ahmet (1h07:08), davanti alla keniana Veronicah Maina (1h07:22) e alla connazionale Fantu Shugi (1h07:58). A Madrid successi del keniano Hillary Kipkoech (59:56) e della 27enne etiope Zewditu Azeraw Gelaw (1h07:38), reduce dal secondo posto nella mezza di Verona in febbraio. Ancora in Spagna, mezza di Azkoitia-Azpetia alla coppia di atleti keniani Victor Kipruto (1h00:54) e Cynthia Chepchirchir Kosgei (1h09:06). 

SUPER PEREZ. Spagna ancora sotto i riflettori con il gran risultato centrato ieri a Córdoba nei campionati nazionali dei 20 km di marcia. Protagonista la quarta delle Olimpiadi, Mária Pérez, che ha vinto il titolo con il nuovo record nazionale di 1h25:30, migliorando di passaggio anche il limite nazionale sui 10 km in 42:29. Un grande risultato per la spagnola, che detiene anche il primato nei 35 km (2h39:16), squalificata sia ai mondiali di Eugene che all'Europeo di Monaco, che con questo risultato è la miglior performer europea di sempre dopo le specialiste russe.

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