Mondiali: Guliyev è l'uomo dei 200

10 Agosto 2017

Il velocista turco di origine azera è il campione del mondo del mezzo giro di pista e batte van Niekerk. Doppiette USA con Taylor e Claye nel triplo e con Carter e Muhammad sui 400hs donne.


 

di Marco Buccellato

Nella settima giornata dei Campionati del Mondo di Londra esito a sorpresa dei 200 metri uomini vinti dal turco Ramil Guliyev in 20.09 (vento -0.1), che in rettilineo rimonta e supera Wayde van Niekerk (20.11). Bronzo allo sprinter di Trinidad Jereem Richards (20.11): Solo sesto Isaac Makwala in 20.44. Nelle due altre finali della serata, gli Stati Uniti firmano due doppiette d'oro e argento. Christian Taylor vince il terzo oro mondiale nel salto triplo con 17,68 (-0,1) su Will Claye (17,63/-0.1). Bronzo al portoghese Nelson Evora (17,19/-0,1). Il titolo mondiale dei 400 ostacoli donne va al collo di Kori Carter (53.07) che supera la campionessa olimpica di Rio Dalilah Muhammad (53.50). Il bronzo è della giamaicana Ristananna Tracey con 53.74. Il medagliere è un tappeto di medaglie USA: sei ori, sette argenti, sei bronzi. Dal giavellotto maschile arriva l'ennesima grande spallata del tedesco Johannes Vetter: il suo 91,20 è il miglior lancio di qualificazione di sempre in qualsiasi rassegna internazionale.

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GULIYEV! ORO TURCHIA SUI 200 - La lunga rincorsa di Ramil Guliyev trova il suo apice a Londra, il turco nato in Azerbaijan, in finale già a Berlino 2009, vince l'oro dei 200 metri in una finale dall'arrivo-thrilling, in cui per due centesimi (20.09/-0.1) supera il sudafricano Wayde van Niekerk (20.11) e il trinidegno Jereem Richards (20.11).

Van Niekerk ha pagato la voglia di doppietta, come diversi altri atleti in questo bellissimo mondiale, cedendo solo alla fine al ritorno del turco, già apparso in gran condizione in semifinale. L'oro torna in Europa a sedici anni da Edmonton, prima medaglia nella velocità per la Turchia. E' la seconda per il Sudafrica, bronzo due anni fa con Jobodwana. Torna sul podio anche Trinidad & Tobago, assente dai tempi di Ato Boldon. Sesto Isaac Makwala (20.44), supportato da gran parte del pubblico. Stati Uniti, finale amara, Webb quinto e Young ultimo. Esce bene il britannico Mitchell-Blake, quarto in 20.24.

TRIPLO TAYLOR - Con Chris Taylor e Will Claye il divertimento è assicurato, stasera i due amici-rivali di una intera carriera hanno offerto un bellissimo duello, sorpassandosi fino a metà gara con misure sempre migliori e esaltando il pubblico londinese. Esordio di Claye con 17,54, sorpasso-Taylor con 17,57, terzo turno con Claye che atterra a 17,63 (-0.1) e Taylor a rispondere col salto decisivo per la medaglia d'oro (17,68/0.2). E' il terzo oro mondiale di Taylor, una collezione unica cui si aggiungono due ori olimpici. E' anche la prima doppietta statunitense ai mondiali. Le medaglie d'oro iridate degli ameericani salgono a sei. Dietro i due, in cinque atterrano in un fazzoletto, sei centimetri. La spunta il vecchio leone Nelson Evora (17.19/-0,1), alla quarta medaglia mondiale all'aperto. A 17,16 si fermano il cubano 18enne Napoles, l'azero ex-cubano Copello e il terzo americano Benard.

CARTER, ORO DI GAMBE E TESTA - L'oro dei 400 ostacoli femminili arriva sì negli Stati Uniti, ma va al collo di Kori Carter (53.07), 25enne alla prima finale mondiale, che distribuisce meglio lo sforzo e riprende dopo sette ostacoli l'olimpionica Dalilah Muhammad, partita come un fulmine ma vinta dalla connazionale, argento in 53.50. E' la seconda doppietta firmata dalle specialiste statunitensi dopo quella di Goteborg nel 1995, e il ritorno al titolo mondiale dopo due edizioni vinte dalla ceca Zuzana Hejnova, stasera quarta in 54.20, a sorpresa superata dalla giamaicana Ristananna Tracey, brava a centrare il personale nell'occasione che conta (53.74). Nel medagliere storico della specialità, USA unico paese con tre medaglie d'oro e sesta medaglia per la Giamaica, che non saliva sul podio dal 2011.

GIAVELLOTTO: VETTER MISURA-RECORD IN QUALIFICAZIONE - Con il 91,20 del primo lancio di qualificazione il tedesco Johannes Vetter, autore quest'anno della seconda misura all-time (94,44 a Lucerna) ha realizzato il "record del mondo" per il turno di qualifica in qualsiasi competizione, Olimpiadi comprese. Il precedente apparteneva con 90,76 a Jan Zelezny, centrato nella quelificazioni dell'edizione iridata di Edmonton 2001. Accedono alla finale in tredici oltre la misura di ammissione (83 metri).

Ce la fa con due lanci il campione olimpico Röhler (83,87), si scaldano per la finale con ottime misure il ceco Frydrych (86,22) e il campione olimpico di Londra 2012 Walcott (86,01). In finale con i migliori (tra cui Yego, Pitkämäki, Hoffman e Kiriazis) anche l'indiano Singh (non il campione del mondo under 20 Chopra, eliminato) e il qatarino Magour.

200 DONNE, SEMIFINALI - Turbo-Schippers fa la solita gran curva e gestisce in relax il rettilineo dopo aver scavato un abisso. Vince in 22.49 (-0.2) davanti alla statunitense Stevens (22.71) che si riabilita dopo la pessima semifinale dei 100. Terza Ivet Lalova-Collio in 22.96. Stesso tempo (22.49/-0.2) per Shaunae Miller-Uibo nella seconda semifinale. La lezione della finale dei 400 l'ha fatta ragionare. Primi cento metri tranquilli, cambio di passo dopo la curva e finale leggero. L'altra sprinter USA Kim Duncan è seconda in 22.73, terza la svizzera Kambundji in 23.00. Terza semifinale in fotocopia: prima l'ivoriana Ta Lou in 22.50 (vento sempre -0,2), davanti a Dina Asher-Smith (22.73), che compie un mezzo miracolo avendo ripreso a pieno regime solo dalla primavera inoltrata dopo un brutto infortunio invernale. Le due ripescate escono da qui: la canadese Emmanuel e la bahamense Gaither, entrambe con 22.85. La bulgara Lalova-Collio è la prima delle escluse.

1500 METRI UOMINI, BATTERIE - Sei qualificati per ognuno delle tre batterie e sei ripescaggi. Prima serie lentissima con arrivo letto meglio di tutti dai kenyani Manangoi e Kiprop. Serataccia del campione olimpico Matt Centrowitz, ultimo. Non va meglio al gibutiano Souleiman, né al francese Mekhissi, settimo con un tempo insufficiente per il ripescaggio. La seconda batteria sancisce il crollo del co-favorito, il kenyano Ronald Kwemoi, settimo ma miracolosamente ammesso in semifinale con l'ultimo tempo utile (3:43.10). Vince l'ex-marocchino Mikhou (Bahrain) in 3:42.12. Terza serie nettamente più veloce, passano i primi sei e cinque ripescati. Vince l'australiano Mathews in 3:38.19. Il connazionale e quotato Gregson ha invece pagato la bagarre della prima serie e ha terminato l'avventura iridata.

5000 METRI DONNE, BATTERIE - Schermaglie tra le favorite della finale, con la notizia che il mondiale di Genzebe Dibaba si è concluso con la cocente delusione della finale dei 1500 metri. L'etiope non si è presentata in pista, ma il suo paese avrà in ogni caso tre atlete in finale, a iniziare dalla vincitrice dei 10000 metri Almaz Ayana, stasera schierata nella prima batteria assieme all'altra favorita, la kenyana Hellen Obiri, prima in 14:56.70 (14:56.07 per la Ayana). Sul fronte europeo ripescata Laura Muir, accesso diretto per l'altra britannica McColgan, ottima impressione dall'olandese Krumins-Kuijken. Nella seconda batteria vince l'etiope Gidey in 14:59.34 su Sifan Hassan (14:59.85), altra delusa dai 1500 metri. Eliminazione eccellente, la turca di origini kenyane Yasemin Can. In finale la norvegese Grovdal, ripescata a cinque centesimi dall'accesso diretto in finale.

 

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